Visualizzazione post con etichetta LibertyBell - analisi di mercato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LibertyBell - analisi di mercato. Mostra tutti i post

lunedì 3 settembre 2012

Il paradosso dei carburanti


di Tommaso Cabrini

Oggi sono finiti gli sconti carburante proposti dall’ENI, prontamente imitati da diversi concorrenti. Il risultato è stato immediato: i media si sono lanciati a parlare del caro carburanti.
Partiamo sfatando un falso mito, la colpa del prezzo dei carburanti non è di petrolieri avidi, che hanno proposto per tutta estate i loro prodotti sottocosto, o dei benzinai (anche se un po’ di concorrenza in più non fa mai male). Non possiamo neanche dare la colpa ai perfidi produttori, non ci sono squilibri gravi tra domanda e offerta che stritolino i prezzi.
Basta entrare un pochino nel problema e subito si individuano i colpevoli: lo Stato e ancora lo Stato, colpevole al quadrato!
Partiamo dalla materia prima, il barile di petrolio (in questo momento sopra i 114$/barile) è stato un crescendo continuo nell’ultimo decennio, con qualche parziale diminuzione nei momenti peggiori della crisi velocemente recuperati. E’ forse finito il petrolio? Assolutamente no, stiamo solamente vedendo gli effetti della politica inflazionista perseguita da FED e BCE, a fronte di una spropositata immissione di denaro in circolazione tutti i mercati sono saliti: azioni, bond (cioè calano i rendimenti) e materie prime.

domenica 2 settembre 2012

Quando il capitalismo si fa piccolo: crowdfunding



di Tommaso Cabrini

Un tempo il capitalismo era un affare per ricchi, fondare un’azienda ha sempre richiesto grandi capitali e l’innovazione finanziaria ha cercato di andare incontro agli imprenditori cercando metodi più facili di trovare denaro. Tornando indietro di qualche secolo l’imprenditore poteva contare solamente su quanto investito dalla propria famiglia o sul prestito di qualche grande banchiere.
Progressivamente si è allargato sempre più il mercato dei capitali, dando la possibilità a un maggior numero di persone di partecipare, prestando denaro o investendolo direttamente nelle aziende. Ciò è avvenuto attraverso una grande intuizione: anziché chiedere un grande finanziamento si chiede a tanti finanziatori una cifra più piccola facendo nascere così le azioni e le obbligazioni.
Se con la riforma pensionistica tutti i cileni sono diventati capitalisti, e quindi interessati al prosperare della propria economia e alla pace sociale, così è avvenuto con la diffusione nel nord America e in nord Europa della proprietà di azioni e obbligazioni emesse dalle aziende[1].
Oggi per possedere un’azione bastano pochi euro, ma parecchi costi aggiuntivi, come le commissioni e il bollo sul conto titoli rendono necessario comprare pacchetti nell’ordine di almeno un paio di migliaia di euro per rendere l’investimento potenzialmente profittevole. In fondo non tutti sono disposti a concentrare una tale cifra in un unico investimento.
Ma nel frattempo è stato fatto un ulteriore passo in avanti: internet, che permette la distribuzione di servizi ad un prezzo ridottissimo. Ecco dunque la possibilità di ridurre ulteriormente la dimensione dei pacchetti, fino ad arrivare a pochi spiccioli: il crowdfunding.
Crowdfunding (composto dalla parola crowd, folla e funding finanziamento) consiste nel raccogliere fondi destinati a specifici progetti da moltissime persone che partecipano per piccole cifre (solitamente meno di un centinaio di euro).

La nuova frontiera libertaria: il mare



di Tommaso Cabrini

Il Seasteading

Seasteading è una parola composta, che nasce dalla somma di sea + homesteading.
Il seasteading consiste nella costruzione di comunità autosufficienti in acque internazionali, in modo da poterne garantire la libertà dalle leggi nazionali.
Di fatto l’intento può essere realizzato adattando vecchie navi da crociera, ex piattaforme petrolifere, piattaforme antiaeree in disuso ma anche mezzi costruiti ad hoc o vere e proprie isole artificiali.
Esempi storici di seasteading sono il Principato di Sealand (tutt’ora esistente ed in vendita), la Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose (distrutta dallo Stato italiano) o la Repubblica di Minerva (costruita nel pacifico e conquistata militarmente da Tonga).

Il Seasteading Institute

Il Seasteading Institute è l’istituto fondato, tra gli altri, da Patri Friedman (nipote del premio Nobel Milton) nel 2008.
L’istituto intende aiutare la diffusione del seasteading attraverso diversi campi d’azione:
  • ricerca in campo legale: identificare quali leggi e accordi internazionali permettono la libertà del seasteading (come ad esempio il miglior utilizzo della la bandiera di comodo) e quali regole istituire nei seastead;
  • innovazione di business: individuare quali business si possono creare nei seastead e quali possono svilupparsi in modo maggiormente efficace ed efficiente;
  • innovazione ingegneristica: scoprire le tecnologie che permettano la costruzione di seastead a prezzi accessibili ma sicuri e con un alto livello di qualità della vita, concentrandosi anche sulla modularità dei seastead per facilitarne in futuro l’espansione;
  • incentivazione del seasteading: l’istituto intende presentare entro il 2015 il “Poseidon Award”, un premio che sarà dato al primo seastead con almeno 50 abitanti permanenti, finanziariamente autosufficiente, con abitazioni scambiate sul libero mercato e politicamente autonomo.

L’istituto ha attratto anche l’attenzione del cofondatore di PayPal Peter Thiel, che ha deciso di erogare un finanziamento di 500.000$.